1 Vale Award Gewinner
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28/08/
2026

Il 1° VALE Award va a Marina Bruccoleri

Quest’anno, in occasione della Women’s Run Brixen, è stato conferito per la prima volta il VALE Award powered by LAMEDICA. Il riconoscimento premia persone che si impegnano in modo particolare a favore delle donne, della parità di genere, dell’empowerment e del progresso sociale. La prima vincitrice è Marina Bruccoleri di Bressanone.

Il nuovo premio artistico e di riconoscimento è stato ideato da Evi Hilpold, del comitato organizzatore della Women’s Run Brixen, insieme a Lisa Trockner, direttrice del Südtiroler Künstlerbund. Grazie al sostegno finanziario del centro per la salute delle donne LAMEDICA, è stato possibile concretizzare il progetto. Al centro del VALE Award ci sono persone che, in modi diversi, si impegnano a favore delle donne e dei loro diritti, contribuendo a una maggiore visibilità, alla parità e al cambiamento sociale. Il premio vuole rendere visibile questo impegno, ispirare e creare nuovi modelli di riferimento.

Marina Bruccoleri è la prima vincitrice.
Il primo riconoscimento è stato assegnato a Marina Bruccoleri di Bressanone, da molti decenni impegnata a favore delle donne nell’associazione „La strada – Der Weg“. Tra un totale di 18 candidature, è stata scelta da una giuria composta da sei membri: Lisa Trockner del Südtiroler Künstlerbund, Ulrike Oberhammer e Nadia Mazzardis del Comitato provinciale per le pari opportunità, Evi Hilpold del comitato organizzatore della Women’s Run Brixen, Dorotea Mader di LAMEDICA e l’assessora provinciale Rosmarie Pamer. «È un onore per me ricevere questo premio. Da oltre 40 anni mi impegno per dare visibilità alle donne e stare al loro fianco. Questo premio e soprattutto questa manifestazione rendono visibili le donne, danno coraggio e regalano gioia. Questo premio è qualcosa di davvero speciale per me», ha dichiarato Bruccoleri durante la cerimonia. Oltre al VALE Award, la vincitrice ha ricevuto anche un assegno di beneficenza destinato a „La strada – Der Weg“. La donazione contribuirà a sostenere e proseguire l’importante lavoro dell’associazione a favore delle donne che si trovano in situazioni di difficoltà.

Indra Moroder firma il primo trofeo.
Il trofeo VALE è stato realizzato dall’artista gardenese Indra Moroder. A prima vista, l’opera ricorda un mazzo di fiori. Osservandola più attentamente, però, emergono numerose mani che si intrecciano, si incontrano e si sovrappongono, formando insieme un fiore. La simbologia rappresenta l’agire comune, la solidarietà, la sorellanza, la speranza e la coesione. Da tanti singoli gesti nasce un insieme: un’immagine della forza che si crea quando le persone si sostengono a vicenda. Moroder descrive la sua opera come un simbolo della «forza nell’unità e della forza dello stare insieme».

Dall’„Angelo di Valeria“ nasce il VALE Award.
Il nuovo premio si inserisce in una tradizione ormai consolidata della Women’s Run Brixen. Da diversi anni, in ricordo dell’atleta Valeria Todeschi, scomparsa nel 2012, viene assegnato l’„Angelo di Valeria“. Ogni anno un’opera realizzata da un’artista o da un artista altoatesino veniva sorteggiata tra le partecipanti alla corsa.

Quest’anno il progetto è stato rinnovato e sviluppato ulteriormente: dall’„Angelo di Valeria“ è nato il VALE Award, un nome che deriva da Valeria. Allo stesso tempo, il termine italiano „vale“ racchiude un significato particolare: indica, tra l’altro, che qualcosa „vale la pena“ e richiama i concetti di valore e importanza. Il premio unisce così il ricordo di Valeria Todeschi a un messaggio che va oltre la manifestazione sportiva: ogni donna ha valore. Ogni donna è unica. Ogni donna merita visibilità e riconoscimento.

„Perché ogni donna vale.“
Con il nuovo VALE Award, il comitato organizzatore della Women’s Run Brixen, insieme al Südtiroler Künstlerbund e a LAMEDICA, vuole portare alla ribalta persone che si impegnano a favore delle donne, dei loro diritti, della parità di genere e dell’empowerment. Un riconoscimento che vuole dimostrare come il progresso sociale nasca anche dall’impegno di chi si assume responsabilità e sceglie di sostenere gli altri.

Una laudatio davvero speciale di Ulrike Oberhammer e Nadia Mazzardis (Comitato provinciale per le pari opportunità):

Oggi si corre. E per raccontarvi la vincitrice del primo VALE Award 2026, vogliamo partire proprio da qui.
Da una donna che, in un certo senso, corre da quarant’anni.
Non sappiamo quale sia il suo tempo sui quattro chilometri. Conosciamo però molto bene un altro suo tempo: quarant’anni di impegno per le donne. E questa sì, è una prestazione che merita di essere raccontata.
Perché ci sono corse che si fanno per arrivare prime. E ce ne sono altre nelle quali il traguardo ha senso soltanto se non ci arrivi da sola.
La nostra vincitrice ha corso accanto alle donne più vulnerabili, alle donne vittime di violenza, di tratta e di sfruttamento. Accanto alle bambine vittime di violenza, alle giovani donne alla ricerca della propria autonomia, alle donne con background migratorio, alle famiglie.
Ha attraversato mondi diversi: i servizi sociali, le scuole, le istituzioni, il terzo settore, la politica, la Chiesa.
E non si è limitata a correre nella categoria femminile: ha coinvolto anche gli uomini.
Perché cambiare la condizione delle donne senza provare a cambiare la società intorno a loro è una corsa decisamente in salita.
Ma la nostra vincitrice non si è limitata ad accompagnare e a correre.
Ha costruito strade. Ha contribuito a far nascere servizi, a costruire reti tra istituzioni e terzo settore, a creare percorsi educativi e strumenti di prevenzione. Ha lavorato sul linguaggio inclusivo, sugli stereotipi di genere, sull’educazione alle differenze e sulla prevenzione della violenza.
Si è impegnata non solo affinché le donne potessero uscire da una situazione di violenza o di sfruttamento, ma perché, una volta uscite, trovassero le condizioni per ricominciare davvero: autonomia, competenze, fiducia e soprattutto possibilità di scelta.
Il suo impegno nel Progetto ALBA, contro la tratta di esseri umani e il grave sfruttamento, ha significato accompagnare numerose donne in percorsi di protezione, accoglienza e ricostruzione della propria autonomia. Perché, a differenza di una corsa, nella vita non tutte partiamo dallo stesso punto.
C’è chi parte qualche metro più avanti, chi molto più indietro. E c’è chi, prima ancora di iniziare a correre, deve liberarsi da qualcuno che le impedisce persino di scegliere la direzione in cui andare.
Ma chi corre a lungo sa anche che non basta lo scatto.
Servono resistenza e costanza. Serve continuare quando i risultati arrivano lentamente e quando il traguardo sembra spostarsi sempre un po’ più avanti.
E serve continuare persino quando qualcuno ci spiega che, in fondo, la parità l’abbiamo già raggiunta e potremmo anche smettere di correre.
Lei, evidentemente, non ci ha creduto. E ha continuato.
Ha trasformato l’aiuto in autonomia, l’intervento in prevenzione, il singolo servizio in una rete e la rete in cambiamento culturale.
E chi costruisce servizi, forma persone e mette in relazione istituzioni, scuole e associazioni non corre soltanto la propria frazione.
Passa il testimone.
Oggi la Women’s Run ci ricorda che non importa essere le più veloci. Importa partire, esserci, continuare.
E, possibilmente, portare con noi qualcun’altra.
Perché forse è proprio questa una delle forme più belle di empowerment: non correre al posto di un’altra donna, ma fare in modo che possa tornare a correre con le proprie gambe.
Quarant’anni sono una corsa lunga.
Ma il traguardo della parità è ancora un po’ più avanti.
E abbiamo ancora bisogno di donne capaci di correre verso quel traguardo e, soprattutto, di fare in modo che nessuna debba correre da sola.
La vincitrice  è una vera Brixnerin, proprio come la Women’s Run: una realtà nata qui, a Bressanone  e che, proprio come Marina, con il tempo ha saputo far sentire la sua voce ben oltre i confini della città.
Ora con un grande applauso accogliamo: Marina Bruccoleri